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01/06/2016
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Disturbi - studio frattali
 
DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE
Questi disturbi sempre più frequenti, si manifestano solitamente nell'adolescenza o nella prima giovinezza. Comportano seri problemi come l'anoressia nervosa e la bulimia nervosa.

Le caratteristiche centrali dell’anoressia sono il rifiuto di mantenere un adeguato peso corporeo, un’immagine corporea distorta, il terrore di diventare grassi, l’amenorrea, i rituali legati all’alimentazione e al cibo, l’eccessivo esercizio fisico. Nella bulimia sono presenti invece abbuffate di cibo ed eliminazioni (purghe, vomito auto-indotto), l’uso di lassativi/diuretici, uno sforzo di stare a dieta/digiunare, un eccesso di preoccupazione rispetto al modellamento del corpo ed al peso. Spesso sono presenti ansia , depressione e fobia sociale.

Definizioni comportamentali  (secondo il DSM IV):

- Consumo rapido di grande quantità di cibo in breve tempo seguito da vomito indotto   e/o uso di lassativi dovuto al timore di acquistare peso;
- Estrema perdita di peso (ed amenorrea nelle donne), con rifiuto di mantenere un   minimo peso funzionale, dovuta ad un’ingestione limitata di cibo oppure a vomiti   frequenti auto-provocati, ad un uso errato dei lassativi, e/o ad un’attività fisica   esagerata;
- Preoccupazione per l’immagine fisica relativa ad una valutazione pressoché irrealistica   di sé come troppo grasso o ad un  forte rifiuto di vedersi emaciato;
- Una paura irrazionale di diventare obeso;
- Squilibrio fisico derivante dal disturbo alimentare.


Obiettivi della terapia:

- Valutazione medica se è stato perso il 15% del peso corporeo; se è stato perso il 25%   del peso corporeo, è necessario un ricovero; valutazione della necessità di un   intervento farmacologico;
- Automonitoraggio giornaliero di tutti gli episodi legati al cibo (abbuffate, vomito   auto-indotto, quantità e qualità di cibo ingerito, luogo, ora, ecc.);
- Individuazione dei luoghi e momenti dei comportamenti disfunzionali per approntare   strategie efficaci di evitamento;
- Aumentare la fiducia e l’autostima;
- Identificazione delle paure sottostanti l’autonomia;
- Esplorazione del significato attribuito al peso corporeo;
- Analisi dei sentimenti legati all’immagine corporea;
- Identificazione delle convinzioni disfunzionali;
- Consapevolizzazione dei pensieri associati all’abbuffarsi e/o al purgarsi;
- Identificazione dei propri bisogni reali;
- Definizione di modi più efficaci per soddisfare i propri bisogni;
- Analisi dei conflitti interiori;
- Problem solving per migliorare la capacità di affrontare gli eventi stressanti associati   con il vomitare;
- Training di rilassamento muscolare;
- Training di assertività;
- Individuazione degli scopi a cui la malattia è funzionale (significato comunicazionale);
- Identificazione dei punti di forza della persona;
- Identificazione, riconoscimento ed espressione dei sentimenti (disperazione, senso   di colpa, ansia, depressione, aggressività);
- Lettura di libri inerenti il disturbo (biblioterapia) come per esempio “Tutto il pane del   mondo” (De Clerq,1994);
- Elaborazione di un piano alimentare;
- Accettazione graduale della responsabilità personale di una nutrizione adeguata;
- Analisi delle conseguenze fisiche delle abbuffate di cibo e delle purghe;
- Identificazione dei messaggi cognitivi negativi legati all’assunzione di cibo;
- Elaborazione della paura relativa alla emancipazione dalle figure genitoriali;
- Colloqui con i familiari;
- Automonitoraggio e prevenzione del rischio di ricadute



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