news immagini
01/06/2016
Da oggi lo psicologo arriva a casa
tutte le news
Disturbi - studio frattali
 
DISTURBI DA ATTACCHI DI PANICO (DAP)
Gli attacchi di panico sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dellíansia normalmente presente. Solitamente si manifestano accompagnati da sintomi somatici e cognitivi.

Definizioni comportamentali (secondo DSM IV):

- Persistente paura di uno specifico oggetto o situazione che provoca la fuga;
- Sintomi di panico improvvisi che debilitano (respiro corto, sudore, battito accelerato,   vertigini, tremore, difficoltà di respirazione, paura di morire, nausea) e che   avvengono ripetutamente, causando un’ansia persistente per il timore di avere   attacchi ulteriori;
- Paura di trovarsi in un ambiente che si ritiene possa provocare sintomi intensi di   ansia e quindi si evitano tali situazioni, come stare a casa da solo, essere tra la folla,   viaggiare o trovarsi in ambienti chiusi;
- Evitamento di stimoli fobici o ambienti ansiogeni con conseguente interferenza nella   normale routine;
- Persistenza della paura nonostante la persona ne riconosca l’irragionevolezza.

Caratteristica principale del disturbo da attacchi di panico è la sua comparsa improvvisa, senza alcun tipo di preavviso: in genere la persona ne rimane colpita mentre è intenta a svolgere le sue normali attività quotidiane. Il primo attacco di panico viene generalmente ricordato molto bene (il giorno, la situazione e perfino l’orario) e permane la paura che possa verificarsi di nuovo (ansia anticipatoria).

In funzione di questa paura, la persona mette in atto dei meccanismi di evitamento delle situazioni ansiogene (sintomi fobici), che possono influenzare un’intera esistenza. Il trattamento dovrà quindi necessariamente tener conto anche di queste componenti (fobiche, ansiose e depressive) che ruotano intorno al disturbo da attacchi di panico.

Obiettivi della terapia:

- Valutazione medica per eventuale intervento farmacologico;
- Valutazione del rischio di suicidio;
- Riduzione della frequenza ed intensità dell’ansia e della paura;
- Apprendimento delle tecniche di rilassamento e di alleviamento dell’ansia;
- Approfondimento  della consapevolezza sui rapporti tra il dolore passato e l’ansia   presente;
- Costruzione di una gerarchia di situazioni che evocano ansia crescente ed   esposizione graduale immaginativa agli stimoli fobici (desensibilizzazione sistematica);
- Automonitoraggio degli attacchi per identificare gli eventi scatenanti;
- Apprendimento di specifiche abilità assertive;
- Analisi del dialogo interno;
- Aumento dell’ autostima;
- Aumento  della consapevolezza circa i sentimenti che sono stati ignorati o negati   (decodificare il messaggio del sintomo ansioso);
- Analisi delle relazioni intrafamiliari che possono giocare un ruolo importante nel   mantenimento dei sintomi ansiosi;
- Implemento dei  contatti sociali;
- Valutazione delle convinzioni disfunzionali;
- Apprendimento di tecniche di gestione dello stress;
- Ristabilire un regolare ciclo sonno-veglia;
- Psicoeducazione sul disturbo ansioso (spiegazione dei meccanismi fisiologici   dell’ansia);
- Consiglio di letture inerenti il panico (biblioterapia);
- Riduzione dei comportamenti evitanti;
- Prevenzione delle ricadute attraverso l’insegnamento di abilità per affrontare l’ansia.



Sessobuono.com